Glossario

Tasso di Cambio


Cosa è il Tasso di Cambio? Il Tasso di cambio nominale ha il compito di esprimere il prezzo di una valuta in termini di un’altra. Esso indica quindi il numero di unità di moneta estera che può essere acquistata con un’unità di moneta nazionale.  Questo prezzo può essere definito in due diversi modi: il primo metodo “quotazione incerto per certo” definisce il tasso di cambio come quantità di valuta nazionale scambiata per un’ unità di valuta estera; mentre il secondo “quotazione certo per incerto” definisce il tasso di cambio come quantità di valuta estera scambiata per un’ unità di valuta nazionale.

Il Tasso di cambio reale indica invece il tasso al quale è possibile l’acquisto di beni o servizi prodotti da un paese in termini di beni e servizi di un diverso paese.

Secondo la legge di parità dei poteri d’acquisto (PPP), nell’ipotesi che i beni nazionali e esteri siano omogenei e che non vi siano barriere commerciali, i consumatori di due paesi che si rivolgono verso il mercato meno caro, porterebbero all’uguaglianza fra i prezzi nazionali e esteri. In un orizzonte temporale di lungo periodo, le forze di domanda ed offerta dovrebbero portare in equilibrio i prezzi interni ed esteri, facendo prevalere la nota “legge del prezzo unico”:

Ppaese1= Ppaese2*E

dove E indica il tasso di cambio nominale

Il Tasso di cambio si definisce in aumento -si “apprezza” per definizione- sia quando aumentano i prezzi interni di un paese ed i prezzi esteri diminuiscono sia quando il cambio si rivaluta. In questo scenario macroeconomico, per gli agenti economici residenti nel paese di riferimento diventa più economico acquistare beni esteri anzichè quelli nazionali e di conseguenza il paese di riferimento subisce una perdita di competitività. Nel caso opposto di deprezzamento ossia di diminuzione del tasso di cambio reale si registra viceversa un aumento di competitività.

Avere una moneta forte non è quindi sempre una situazione vantaggiosa per un paese, dato che aumenta la convenienza delle importazioni dei beni esteri ma dall’altro ha l’effetto di ridurre le esportazioni verso i mercati esteri. Ciò comporterebbe una riduzione della componente “esportazioni nette” nella domanda aggregata ma al contempo l’aumento delle importazioni potrebbe avere un impatto positivo per l’economia del paese. Il risultato netto finale si presenta quindi incerto a riprova che non sempre un moneta forte produca risultati positivi sul sistema economico di un paese: spesso sono proprio le svalutazioni competitive che aiutano i paesi ad uscire da fasi stagnanti.