Nel regime fiscale del Risparmio Gestito (quello che si ha investendo in una Gestione Patrimoniale) la tassazione delle plusvalenze e dei redditi di natura finanziaria si fonda sul criterio della maturazione ed è l’intero investimento all’interno della GP (comprese le cedole maturate, i dividendi incassati e gli oneri derivanti dalla gestione) ad avere rilevanza fiscale e non le singole componenti.
In tal caso, l’imposta sostitutiva non viene applicata sulle singole plusvalenze e altri redditi diversi realizzati nell’ambito della gestione, ma sul risultato di gestione maturato al termine di ciascun periodo d’imposta (al 31/12 di ogni anno), ad opera dell’intermediario abilitato al quale il contribuente abbia conferito l’incarico di gestire (Moneyfarm in questo caso).
Quindi le movimentazioni effettuate tramite i ribilanciamenti periodici non generano plus o minusvalenze. Verranno applicate le eventuali imposte sul capital gain ad ogni fine anno o in occasione di disinvestimenti (parziali o totali). Nel caso in cui dovessero risultare delle minusvalenze, queste potranno essere eventualmente compensate nei 4 anni successivi (anche con le successive plusvalenze della stessa Gestione Patrimoniale).
Nel regime fiscale Amministrato, ogni singolo strumento ha rilevanza fiscale. Quindi ogni ribilanciamento fatto all’interno del portafoglio Moneyfarm genera un’eventuale plus o minusvalenza al pari di un disinvestimento (parziale o totale) di portafoglio. L’intermediario funge da sostituto d’imposta pertanto sarà lui, per conto dell’investitore, a calcolare e versare al fisco l’imposta dovuta.